L’ Apostolato della preghiera


 

ADP

15 Feb 2012
13 Marzo 2012
17 Aprile 2012
15 Maggio 2012
16 ottobre 2012
18 Dicembre 2012.
22 Gennaio 2013
15 feb 2013

RELAZIONE DI CHIUSURA DELL'ANNO 9 GIUGNO 2013

Siamo alla fine dell'anno di un cammino lungo e faticoso alla luce della fede.
Una fede sempre alla ricerca, al miglioramento, ma spesso nei grandi cambiamenti della vita, qualcosa oscura il cammino e allora ci si aggrappa alla speranza perché qualcosa manca per completarci, qualcosa non ha funzionato a dovere: è la difficoltà a mettere insieme verità e amore.
Un amore che ci è stato donato gratuitamente da Dio Padre. Lui che è vicino ad ognuno di noi è sempre presente e si prende a cuore tutto e tutti.
Noi che speriamo per il cuore del Figlio, chiediamo che ci venga trasmessa la sua forza e la sua saggezza per diventare buoni portatori della sua “Parola”, che ha per noi progetti di pace e un futuro
pieno di speranza.
Insegnaci, Signore, a costruire la pace giorno per giorno, ad amare te negli altri, in tutti coloro che hai messo sul nostro cammino, perché tu solo sei la nostra pace, la pace del mondo.

La segretaria
Anna Pintor

  

RIUNIONE MESILE ADP DEL 20 MAGGIO 2013

S. Messa celebrata da padre Antonio Sanna e dal coordinatore Gianni Sanna.

Omelia inserita molto bene nella liturgia del giorno. Indicazioni, contenuti, idee che si avvicinano al cammino del S. Cuore.
“Noi siamo stati presentati a servire il Signore nel Battesimo e nella Cresima” ; ha detto padre Sanna, “chiamati a testimoniare il servizio dell'A.d.P con il servizio, la chiamata, la vocazione.”
“Tu rimani costante nel servizio atraverso la vocazione, la missione”.
Prosegue: Dobbiamo avere costanza e perseveranza, anche nelle difficoltà, andare avanti senza lasciare tutto, essere pazienti nei momenti difficili e dolorosi.
Con l'aiuto del Signore tutto è possibile. Lui è la nostra vittoria e noi dobbiamo affidarci a Lui.
Dobbiamo avere fiducia, estrema fiducia, perché la fiducia è sete, azione, fede, opera. Siamo amati da Dio e col fuoco dello Spirito che brucia, illumina e salva, rendendoci puri.
Esaminiamoci per vedere se ci vediamo nelle richieste di Gesù, se siamo degni di essere amati, di essere suoi discepoli e servi. Le tribolazioni, le incomprensioni, attraverso la vita non possiamo evitarle. I dubbi le tentazioni vengono a tutti e Dio ci ha insegnato come superarli, col suo aiuto saremo purificati. Non bisogna essere ciechi e sordi, ma attenti e vigili a ogni piccolo richiamo. Questo è fare apostolato.

 

Relazione dell'incontro di Martedi 19 marzo 2013
di Lucia Casti - AdP di Villacidro.
CELEBRAZIONI DURANTE L'ANNO DELLA FEDE

Il Papa, (oggi emerito), Benedetto XVI nell'ottobre scorso, apre a Roma l'anno della fede, invitando ognuno di noi a ripercorrere quel pellegrinaggio iniziato nel giorno del nostro Battesimo, a ricostruire una fede più seria nella propria coscienza e nelle comunità.
Diversi sono i segni da condividere e rinnovare all'interno delle celebrazioni:
-  Rinnovare la grazia del Battesimo segnandoci con il segno della croce; segno della nostra fede e chiedere a Dio la grazia del perdono.
- La lettura della Parola: “Riceverete la Salvezza del Vangelo, se lo mantenete in quella forma in cui ve l'ho annunziata”
- Pregare e acclamare i salmi: “ Beato l'uomo che non segue i consigli degli empi, ma si compiace della legge del Signore.”
Celebrare è un arte che non si apprende frequentando una scuola, ma celebrando ogni giorno la Santa liturgia. Anche quando un sacerdote prega o celebra da solo, la sua preghiera è inserita nella Chiesa universale e diventa un esperienza di fede e di vita.
Aver celebrato bene la santa liturgia ed aver annunciato con efficacia la parola, spesso lascia il segno e anche le persone più indifferenti e lontane, spesso percepiscono quella parola, come rivolta a loro dando così  il via a quella nuova evangelizzazione, appunto come annuncio della parola che salva.
1- La prima celebrazione potrebbe essere compiuta all'interno dell messa domenicale o nella liturgia della parola, dove si recita il credo, simbolo degli apostoli, dando la spiegazione di come è nato.
2 -Continuare a coinvolgere i giovani, ragazzi e bambini, considerando un ritiro spirituale di almeno una giornata. Parlare del martirio di uomini e donne che hanno perso la loro vita in testimonianza della fede, come ad esempio i martiri sardi. Si potrebbe pensare a qualche pellegrinaggio in luoghi simbolo della fede e del martirio. Segno vivente di una terra abitata da santi e martiri.
3 -Considerare la celebrazione di carattere penitenziale; aiutando a comprendere quanto il sacramento della riconciliazione sia un vero sacramento della fede; poiché solo Dio predona i peccati. Oggi più che mai, appaiono vive le parole dell'apostolo Giovanni “ Se diciamo che non abbiamo peccato, facciamo di lui un bugiardo e la sua parola non è in noi.” (Gv 1, 10)
Una vero esempio della fede è Mosè. Egli ha costruito il suo credo nel deserto. Egli incarnava perfettamente in se stesso la legge che libera e salva; con  il suo affidamento costante al Dio che atterra e suscita, che affanna e consola. L'esistenza di Mosè non inizia con la piena consapevolezza di Dio; infatti salvato dalle acque, si culla nella protezione del faraone. Mosè è un giovane  brillante, ricco e felice, che può permettersi di uccidere l'egiziano che maltratta l'ebreo.
Quando Dio lo chiama davanti al quel roveto ardente, Mosè si lascia cambiare e da allora in poi si affiderà e lotterà sempre contro la logica degli uomini: prima contro quella del faraone aggressore e poi per lungo tempo contro quella dei suoi fratelli nella fede, che sono indisposti a perdonargli i disagi e la sofferenza nel deserto.


Ritiro mensile a Cagliari del 15 Febbraio 2013
(San. Claudio La Colombiére )
Omelia di Padre Antonio Sanna.

Ecco siamo entrati nella prima settimana di quaresima, in un tempo cosidetto forte. Un tempo d'impegno sulla parola e sui fatti e non si tratta solo di pratiche esterne, ma alle pratiche esterne deve corrispondere il cambiamento interiore. Perché il Signore ci accolglie se umili torniamo a Lui.
Avete sentito anche il giorno delle ceneri; dobbiamo dividere il nostro pane; cioè la compassione, la misericordia, la condivisione, e allora giustamente Isaia che faceva tutte queste cose, il Signore l'onora come il giusto.
Preghiamo allora, proprio per lo sviluppo interiore della nostra anima. Il Signore ci chiede proprio questo; il cuore. Il cuore è quello che porta il bene e quello che porta il male, educare il cuore è veramente difficile, però se torniamo con il cuore veramente contrito ed affranto noi saremmo con Dio, perché Dio non disprezza un cuore affranto ed umiliato.
Tanto è, dice poi, che se un peccatore si converte in cielo si fa festa. In questo periodo di quaresima si deve passare da peccatori a discepoli. Quando il Signore assolve le nostre colpe per sempre, il suo cuore siamo noi, allora siamo rigenerati, naturalmente bisogna osservare i suoi insegnamenti, aiutati con la sua grazia e i suoi sacramenti a cui ricorriamo.
Però attenti un attimo, in tempo di quaresima, ci sono diverse pratiche tra cui quella del digiuno, tutti i venerdì di astinenza, però ci sono digiuni particolari; il digiuno del male, dalla televisione e con questo torniamo al Signore con un cuore umile ed affranto.

 

 

Relazione dell'incontro di Martedi 22 Gennaio 2013.
di Anna Cozzolino dell'AdP S.Sebastiano – Elmas

LA FEDE PROFESSATA
2° Capitolo
Il Credo rappresenta un segno evidente ed efficace di come la fede può essere proclamata e trasmessa in modo semplice. Al diverse forme del Credo; il Credo Apostolico, il simbolo Niceno-Costantinopolitano e le altre varie forme utilizzate dalla Chiesa nel corso dei tempi, non sono altro che l'ampliamento dello stesso simbolo Battesimale in cui si professa la fede in Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo. Ancorato al sacramento del Battesimo, inserito poi nella liturgia Eucaristica, il Credo è la gioiosa risposta all'incontro salvifico dell'uomo con il suo creatore, ma sopratutto la proclamazione dell'amore Trinitario di Dio per l'uomo.
Il Credo è diviso in tre parti principali. La prima dedicata a Dio Padre e Creatore, la seconda a Gesù e al mistero della redenzione, la terza all'opera dello Spirito Santo principio e sorgente della salvezza dell'uomo. Da queste tre parti principali, legate tra loro ma distinte, si diramano i dodici “articoli” del Credo.
Strettamente legato alla Sacra Scrittura e non composto secondo opinioni umane, ma formulato da una sintesi di punti salienti scelti da tutta la Sacra Scritttura, così da dare una dottrina completa della fede. (Catechismo della Chiesa Cattolica), mettendo in risalto la sua intima comprensibilità e bellezza, l'uomo riconosce il volto di Dio, ed è per questo motivo che il Credo rappresenta un elemento portante della trasmissione della fede.
Nel credo si attesta che la storia della salvezza fa parte di un unico disegno di Dio, storia formata da episodi collegati tra loro che fanno parte di un unico progetto che trova attuazione in Cristo. Dio Padre e Creatore che si rivela in Cristo e nello Spirito Santo che guida la Chiesa, diventandone a sua volta Sacramento di Salvezza, affinché tutti gli uomini abbiano la vita eterna.
La fede è manifestazione dell'amore ddell'uomo per Dio.Non si può credere senza amore. Si ama Dio perché Lui stesso ha rivelato il suo amore per l'umanità. Tutta la scrittura è impregnata di Carità in quanto Dio è amore. L'uomo raggiunge la maturità di fede quando ama dio e i suoi fratelli. La Fede è la Carità son un unica cosa con la speranza. Quando l'uomo ama trasforma se stesso e ciò che lo circonda. La fede ha fiducia nella provvidenza divina e nalla sua onnipotenza. La croce poi non appare più come impotenza di Dio, ma mezzo di purificazione ed elevazione dell'uomo. La fede è un atto personale ma non solitaria, è un dono così come la vita. L'amore per Dio spinge il credente a trasmettere agli altri ciò che ha ricevuto. La fede dell'uomo è sorretta dagli altri credenti. Il credente crede insieme alla Chiesa e professa ciò che la Chiesa professa.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica è diviso in quattro parti, struttura emersa lentamente nel corso dei secoli nella storia della Chiesa rappresenta uno strumento valido nell'educazione alla fede; La prima parte educa alla professione della fede, la seconda parte alla celebrazione liturgica, la terza parte alla vita morale, la quarta parte alla preghiera.
Questo schema non contiene solo i fondamentali della fede ma anche le tappe dell'iniziazione alla vita cristiana. Chi diviene cristiano impara a credere ciò che la Chiesa crede (Credo), riceve la Grazia attraverso i Sacramenti, vive una nuova vita alla luce del Vangelo (Comandamenti), si rivolge a Dio, nella preghiera come figlio (Padre Nostro).
Il Catechismo della Chiesa Cattolica, costituisce in quest'anno della fede, uno strumento necessario per la nuova evangelizzazione e mostra che una fede matura professata, celebrata, pregata e sopratutto vissuta, nono solo crede all'esistenza di Dio che si è rivelato nella storia e presente nei sacramenti, ma riconosce in Cristo, verbo del Dio incarnato, la salvezza e quindi la possibilità di una vita nuova rivolgendosi al Padre attraverso la preghiera con la dignità di figlio.

Relazione dell'incontro di Martedi 22 Gennaio 2013.
Omelia di Don Gabriele Semino

Omelia di Don Gabriele Semino, gesuita e responsabile regionale del settore giovanile dell'adp. M.E.G (Movimento Eucaristico Giovanile) Originario del Piemonte, Don Gabriele ha iniziato l'omelia ricordando con affetto sua nonna, zelatrice del sacro cuore.

Cos'è il cuore di Gesù ?
E' il Signore che diventa nostro cibo e pastore. Lui che si apre e si dona tutto a noi. Il movimento M.E.G è incentrato sull'Eucarestia e utilizza in particolare il racconto del vangelo dei disepoli di Emmaus per spiegare le quattro caratteristiche necessarie per essere uomini e donne autentici; ascolto, relazione, comunione e preghiera che in questo racconto sono ben espresse da Gesù.
I discepoli tristi e sconsolati, si stanno allontanando da Gerusalemme perché non credono che Gesù sia risorto. Gesù senza farsi riconoscere, si accosta e cammina con loro, non gli dice subito guardate che vi sbagliate, ma li ascolta e li interroga. Spiega loro le sacre scritture, si ferma in una locanda e con loro spezza il pane. Gesù compie lo stesso gesto dell'ultima cena, lo stesso gesto che noi ripetiamo ogni giorno su quest'altare e poi sparisce, in quel nomento i discepoli lo riconoscono e si rendono conto che è veramente risorto.
Pieni di gioia ritornano a Gerusalemme per dire agli altri “l'abbiamo visto”!
Così anche a noi è chiesto di ascoltare le persone che incontriamo, perché solo dopo aver ascoltato si può entrare in relazione, proprio come Gesù fa con i discepoli di Emmaus: prima li fa parlare, li fa sfogare (ascolto) poi entra in relazione con loro spiegando le scritture.
Quando Gesù sparisce, essi non sono tristi, ma hanno dentro di loro la gioia del maestro risorto e sentono il bisogno di comunicarlo agli altri.
Anche noi dovremmo essere capaci di portare a tutti quelli che incontrano non solo noi stessi, ma la gioia del Signore che vive in noi e dare il tesoro più grande che abbiamo; Gesù. Siamo chiamati ad accogliere gli altri, anche chi sabglia, non perché continui a sbagliare, ma per la conversione. per portare loro Dio.
Non solo spiegando la Verità ma donando noi tessi, cosi come il Signore nell'Eucarestia da tutto se stesso e ci fa pregustare il paradiso nella gioia che sentiamo quando siamo in comunione con Lui Nessuno di noi può dire di non aver bisogno del Signore, tutti abbiamo bisogno di Lui per vivere bene, sia che siamo preti , madri, padri, sia che lavoriamo oppure no.
Oguno può incontrare il Signore ed essere amato da Lui in modo unico e speciale. L'espressione “andate in pace” che si dice al termine della messa non è la fine di qualcosa ma è un inizio, Gesù ci da il suo cuore nell'Eucarestia, segno della Sua presnza nel mondo e ci chiede di vivere nell'Eucarestia la stessa esperienza dei discepoli di Emmaus , il tesoro è in noi e come loro dobbiamo testimoniarlo agli altri.
Gesù risorto è uomo di ascolto, relazione, comunione e preghiera, chiediamo che il nostro cuore diventi sempre piu imaggine del Suo cuore.

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Relazione dell'incontro di martedì 18 Dicembre 2012.
Omelia di Padre Antonio Sanna

Nell'omelia padre Sanna, ha parlato della paura che tutti noi abbiamo e quanto questa, spesso ci blocchi anche spiritualmente; paura di testimoniare la propria appartenenza a Cristo e alla Chiesa. Ha parlato anche della paura di molti riguardo la fine del mondo legata alla profezia dei Maya, secondo i quali, il mondo terminerebbe il 21 dicembre di quest'anno. Anche in passato molti avevano previsto l'ipotetica fine del mondo, evidentemente mai avvenuta. In realtà nessuno sa quando questa sarà, infatti è scritto nel Vangelo ; (mt24 36-37)” Ma quanto a quel giorno e a quell'ora nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma il Padre solo. “
Vero è che tutto ciò che riguarda gli uomini è ciclico; tutto muore e rinasce; le stagioni, un periodo particolare della nostra vita; l'infanzia, la giovinezza, così una prova, la tristezza, la gioia, etc.
Portando un esempio contrario, ha parlato del grande coraggio che Papa, Benedetto XVI ha dimostrato nel creare una pagina su facebook aperta a tutti, cristiani e no, credenti e atei, dove chiunque può dire o chiedere tutto ciò vuole. Ecco il vero coraggio: accettare di essere attacato o denigrato, pur di diffendere la Verità, dialogando e avvicinandosi a tutti, proprio come faceva Gesù. Dio sa trarre il bene anche dal male!
In fine ha parlato del silenzio pieno di opere di Maria e Giuseppe. Pensate alle frasi dette da Maria nel Vangelo, sono molte poche! E quelle di Giuseppe? Non vi è una sola parola di Giuseppe! Bisogna riscoprire, apprezzare e custodire il silenzio, sia interiore che esteriore, non perdere tempo nella chiacchera; diciamo, diciamo e poi in concreto non concludiamo nulla. Le opere fatte nel silenzio, valgono più di mille parole vane. Prendiamo ad esempio Maria e Giuseppe che hanno avuto il coraggio di fidarsi di Dio, accettando la Sua volontà, nonostante non comprendessero tutto ciò che accadeva loro. Allo stesso modo anche noi dovremmo avere il coraggio di fidarci del progetto d'amore che di Dio ha per ognuno di noi, anche se incomprensibile.
Così dovrebbe essere il nostro apostolato; un agire silenzioso, testimoniato con coraggio, senza però dimenticare mai la prudenza e la carità.

 

Parrocchia Sant'Elia - Cagliari
LA FEDE COME RISPOSTA A DIO CHE SI RIVEI.A

L'uomo ha bisogno di Dio, oppure le cose vanno bene senza di Lui? Questa è la domanda che ci fa Benedetto XVl, da questa domanda dipende il significato dell'anno della fede.
Benedetto XVI ci risponde con chiarezza:la fede non è un opzione, è necessaria all'uomo come l'aria che respiriamo perché senza si perde il senso della vita. L'uomo cerca una risposta alle domande eterne:<< Chi sono, da dove vengo, cosa Cè dopo la morte, chi è Dio?>> La Chiesa cattolica ci insegna che l'uomo è stato creato per Dio, per avere una relazione con Lui.
Il desideriodi Dio è innato nell'intimo del suo cuore, giungerà alla vera felicità nel cammino della fede solo quando. incontrerà Gesù. L'uomo è sempre alla ricerca,non dei beni materiali che non appagano,ma cerca una pienezza divita, una vita che abbia significato e bellezza.
Gesù nell'incontro al pozzo di Giacobbe rivela alla Samaritana che è lui la fonte, l'acqua viva che disseterà eternamente. L'uomo pur essendo fatto per l'infinito non può giungere a conoscere Dio con le proprie forze o per le proprie capacità. La fede è soprattutto dono di Dio, è Dio che decide di comunicarsi all'uomo e con la sua grazia lo aiuta ad aderire a questa rivelazione soprannaturale.
L'uomo cerca Dio anche con il pensiero,con la scienza, con la natura, con la filosofia. La Chiesa ha sempre benedetto la ricerca scientifica ma l'uomo da solo non riesce a raggiungere Dio, anche San Paolo ce lo ricorda e dice che << il mondo con tutta la sua sapienza non ha conosciuto Dio>>(l Cor.L,Z1-l e il Signore nella scrittura dice << sono stato trovato da quelli che non mi cercavano, misono manifestato a quelli che non chiedono di me>> RM10,20 che cita 1s.65,1.
Dio Ha rivelato il suo volto, non è un Dio lontano. ll Concilio con la Dei Verbum ci insegna che ha svelato il suo mistero d'amore <<piacque a Dio rivelare se stesso>> e ancora San Paolo {Cor.47,L?l Dio ha rivelato <<il mistero della sua volontà>>.
Dio si rivela dandoci Gesù perché desidera farsi conoscere,desidera essere amato, vuole che l'uomo entri in comunione con lui,perché la verità divina è l'amore. Benedetto XVI afferma che la fede cristiana nella sua essenza è l'incontro con il Dio vivente, è Dio il contenuto della nostra fede.
Tutte le verità della fede sono sviluppi dell'unica verità che noi scopriamo come la perla preziosa, per la quale merita dare tutta la nostra vita. Si tratta di Dio, è lui la perla preziosa, fintima unione con Gesù e la saldezza della nostra fede ci porta a contemplare l'amore trinitario per essere testimoni nella chiesa e pregare per la sua unità
Consigliere Diocesano
Maria Bonaria Zedda

Relazione dell'Apostolato della Preghiera di Frutti d’Oro, Capoterra
tratta da l'introduzione del libro “L'anno della Fede” .

Prefazione

Come sappiamo l’Anno della Fede è iniziato l’ undici ottobre. Consiste nel lasciarsi interpellare da Gesù, nello stesso modo e con le stesse parole : “Voi, chi dite che io sia”? dovremmo anche noi rispondere come i discepoli :” Tu sei il Cristo”! e’ da questa risposta ,che è nata la fede cristiana.
Con quella domanda iniziale di Gesù sarà necessario lasciarsi guidare per un anno.
L’Anno della Fede parte proprio da questa consapevolezza: “ se è Dio che custodisce la nostra fede, noi ne siamo gli amministratori”. E come tale deve convincere noi stessi di quanto sia bello avere la fede, e darne testimonianza. Dio è il contenuto della nostra fede.
Tale semplicità è resa evidente nel Credo, dove la chiesa professa che Dio è amore trinitario e che ha inviato suo Figlio per donare la salvezza e la vita. Il Credo costituisce la sintesi della nostra fede. Cosa è l’anno della fede?

Collegandoci alla prima relazione che parla di vivere l’anno della fede, non possiamo far altro che interrogarci: come vivere l’Anno della fede,come credere e come celebrare questo anno di Fede ?
Infatti dobbiamo porre a noi stessi delle domande , interrogandoci sul nostro credere e sul nostro camminare : “Credo in Cristo ? Credo nella sua esistenza storica ?
Queste domande dovrebbero sollecitamente interrogarci, perché forse senza neanche rendercene conto siamo diventati cristiani abitudinari; ci basta fare il minimo richiesto per sentirci a posto con la nostra coscienza.
Giustamente il Papa ha capito la necessità di risvegliare in ogni Cristiano quel fuoco che ardeva in ognuno dei discepoli e delle persone che incontravano Gesù, perché Fede significa fidarsi.
Credere che Gesù Cristo è risorto, è e deve essere l’unica vera gioia di un Cristiano : Cristo non ha tolto la sofferenza, ne la morte dal mondo, ma gli ha dato un altro significato; un alto valore salvifico, infatti noi possiamo offrire a Dio la nostra sofferenza per la salvezza di tutti.
Lui ci chiede chi siamo, e se crediamo in Lui che è vita morte e resurrezione.
Da quando siamo venuti al mondo i nostri genitori attraverso il sacramento del battesimo, ci hanno inserito nella famiglia di Dio diventando testimoni della croce. Abbiamo la certezza che nonostante le cadute, siamo perdonati, nonostante la nostra fragilità siamo amati, anche se spesso ci sentiamo abbandonati e soli.
Ci è stato chiesto di vivere attraverso i comandamenti mettendo in pratica quello più importante: “Credere e Amare in colui che ci ha creati per Amore e con lo stesso amore vivere camminando nella strada della carità e umiltà; vivere i momenti più forti della vita ecclesiale consacrandoci e nutrendoci del suo corpo.
Papa Benedetto XVI nell’omelia di apertura dell’Anno della Fede ha mostrato come nel mondo di oggi la presenza di Cristo appare spesso marginale, generando così una situazione di “deserto spirituale” . l’Anno della Fede dice il Papa, deve essere : “Un pellegrinaggio nei deserti del mondo contemporaneo, in cui portare con se solo ciò che è essenziale”. Il Signore oggi è presente, mostra la vita, crea carismi di bontà e di carità che illuminano il mondo, e sono per noi garanzia della bontà di Dio.

 

Relazione dell’incontro di martedì 16 ottobre 2012.
Omelia di Padre Enrico Deidda.

Nell'anno della fede Papa Benedetto XVI, ha scritto un documento molto breve e intenso: “La porta della fede” perché proprio oggi siamo invitati alla ricerca.
Con l'invocazione letta all'inizio della messa, in memoria di santa Margherita Maria Alacoque, abbiamo invocato lo spirito di santità. La fede per tutti è una vicinanza in piena comunione con Dio. Ripeto la preghiera di colletta: “ Effondi, cioè manda, riversa su di noi Signore lo Spirito di Santità; la santità è qualcosa che ci deve venire dall'alto, qualcosa che non possiamo produrre noi, ma è qualcosa che dobbiamo chiedere e a cui dobbiamo disporci.. Effondi signore lo Spirito di Santità che ha donato a Santa Margherita Maria ...perché chiederlo? Che cosa fa in noi questo spirito di santità?
Rende possibile credere all'amore di Cristo, all'amore che Gesù ha per noi...Non finiremmo mai di capirlo, di esplorarlo, di gustarlo, di portarlo nel nostro cuore. E’ troppo grande, troppo bello l'amore che Gesù ha per noi. Infatti è scritto ; “perché possiate conoscere l'amore del Cristo che supera ogni conoscenza e godere la pienezza della Sua vita divina. Quindi conoscere per godere e gustare per avere il cuore pieno di vita, pieno d'amore, di gratitudine, di bellezza, di gioia, tutto questo viene dall'accoglienza dell'amore di Gesù per noi. Benedetto XVI qualche tempo fa, parlando del Sacro Cuore diceva che possiamo riconoscere l'amore di Gesù per noi in particolare in quel costato trafitto da cui dobbiamo attingere per raggiungere la vera conoscenza di Gesù e sperimentare la forza del suo amore. Conoscere non soltanto con la testa, ma sperimentare per sentire vivo nella nostra vita l'amore di Dio.
Questo amore molto spesso si ritrova nelle persone umili e sofferenti.
Il cuore trafitto di Gesù sa parlare e amare anche dopo la morte. Di fronte alla malattia, alla sofferenza, noi siamo chiamati a riversare in questo mare infinito, che è il Cuore di Cristo, le nostre necessita, i nostri desideri, i nostri limiti, perché Dio con il Suo amore possa colmare tutto il nostro essere e accettare tutte le nostre tristezze , amarezze , sofferenze, nelle delusioni e incomprensioni. per trovare serenità in questi momenti, seppellendo tutte le nostre miserie in un abisso di Bene. Un Cristiano triste non può esistere dice Papa Benedetto XVI; perché un cristiano senza gioia è una contro testimonianza!
Riflettiamo su tutte queste cose è viviamo nell’amore pieno del Signore per testimoniarlo con un senso di speranza, con il sorriso, cordialità e gioia.
La segretaria.

Il prossimo incontro sarà il 20 novembre 2012 alle 9e30 sempre presso la chiesa di San. Michele a Cagliari.

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Relazione fine anno sociale Apostolato della Preghiera, Frutti D'Oro anno 2011-2012

Si è da poco conclusa la festività del Sacro Cuore e come sempre, arrivano anche per noi dell'apostolato le ferie. Un periodo di riposo, ma anche da sfruttare per la meditazione in preparazione del prossimo impegno, che sarà il 16 Ottobre per la festività di Santa Margherita Maria Alacoque. Uno dei nostri compiti è quello di seguire mensilmente il ritiro spirituale che ci propone il responsabile diocesano Padre Sanna. Quest'anno abbiamo letto e approfondito il libro; “Il Cuore di Gesù” nell'insegnamento del Papa Giovanni Paolo II.
Questo libro si presenta di particolare interesse, sia per la testimonianza personale del Papa, sia per il compendio di dottrina pratica e spirituale, sul Sacro Cuore.
Inoltre il nostro gruppo oltre a divulgare la preghiera quotidiana, si impegna a svolgere un determinato servizio nei termini prefissati dell'A.d.P, quali la carità, la fraternità nella quotidianità della vita, privandoci di ciò che è superfluo a beneficio dei fratelli più bisognosi.
Un Augurio di buone vacanze a tutti voi e un arrivederci a presto.

Capoterra, 27 Giugno 2012

La Presidente _ Gina Portoghese
La Segretaria _ Anna Loi Zedda

 

 

Incontro settimanale

Ogni mercoledì pomeriggio dalle 16 alle 17 il nostro gruppo si riunisce in parrocchia ( ex ufficio del parroco) per meditare e approfondire gli argomenti di spiritualità che il nostro padre diocesano, Don. Sanna, ci affida di mese in mese.
Il nostro gruppo è aperto a tutta la comunità; a chiunque abbia bisogno di preghiere, desideri affidarci un intenzione particolare di preghiera, o per chi semplicemente desidera assistere e partecipare ad una nostra riunione, tutti nell'amore del Sacro Cuore siete benvenuti!

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Relazione dell'incontro mensile a Cagliari,del 15 Maggio 2012

La Santa Messa è stata concelebrata dal giovane parroco di Senorbì Don Alberto Pistolesi e da Padre Sanna.
Nell'omelia Don Alberto Pistolesi ha detto;
Accettate questa mattina le parole di un giovane sacerdote e quindi perdonate, se volete l'inesperienza per la mia giovane età. Anche se gli anni passano; pensate che la prossima settimana, il giorno di santa Rita, inizierò il nono anno di sacerdozio. Mi sembra ieri, ma otto anni sono passati e veramente in fretta. Due anni di servizio nella parrocchia di San Luca al Margine Rosso, quattro anni come vice parroco nella parrocchia del Santissimo Crocifisso a Generuxi e ora sto per concludere il secondo anno come parroco a Senorbì.
Per ciascuno di noi il Signore apre un percorso su cui dobbiamo camminare per raggiungere la Meta e questo senza guardare al passato e senza neanche preoccuparci troppo del tempo che passa. Ma dobbiamo soprattutto concentrarci ed impegnarci per raggiungere la Meta.
Detto questo faccio anche una riflessione che è questa;
Da un giovane penso, voi difficilmente vi aspettate delle cose sagge e spesso anche io come parroco, che non ho neanche 33 anni, dico sinceramente che al mio posto ci vorrebbe una persona più grande, più matura, più saggia. Perché vi dico questo? Perché mi rendo conto che mettersi al servizio della preghiera è un offerta consapevole e assennata della propria maturità ed è difficile pretendere questo dai giovani perché sono ancora in cammino verso la crescita e la maturazione.
Spesso anche nella nostra parrocchia quando dobbiamo scegliere dei collaboratori cerchiamo persone grandi d'età proprio perché più mature, assennate e consapevoli. Se leggiamo la Sacra scrittura ogni volta che si doveva scegliere qualcuno per un compito importante lo si sceglieva attraverso lo spirito di discernimento tra le persone con una certo grado di maturità. Chi come voi, ormai liberi perché magari avete terminato il vostro impegno lavorativo o avete figli grandi, si mette al servizio della preghiera d'offerta si assume la grande responsabilità di portare all'altare delle determinate intenzioni e non prega solo per se stesso ma per tutti i fratelli che ancora sono impegnati con il lavoro o la famiglia e per tutta la comunità.
Partecipare alla Santa Messa quotidiana e offrire il sacrificio del pane e del vino per chi non può essere presente è un dono per tutti . Questo è vero spirito di servizio e di lode. Infatti non bisognerebbe mai pregare solo per se stessi, o per i presenti, ma per tutti, perché la preghiera della chiesa è preghiera comunitaria. La preghiera con “l'etichetta” cioè quella egoistica, non ha senso e spesso Dio neanche l'ascolta. Chi partecipa tutti i giorni alla Santa messa, come voi, amplia la conoscenza del messaggio di Gesù, poiché la liturgia essendo spezzettata nell'arco della settimana rende difficile avere un quadro più ampio e completo del messaggio di Gesù ma voi giornalmente potete cogliere la profondità di questo messaggio. Ad esempio oggi Gesù dice: “Io me ne devo andare...Torno da chi mi ha mandato ...” Ma nessuno gli domandava “dove vai?”.
I discepoli erano sconsolati perché Gesù gli aveva già detto in precedenza tante cose pesanti da sopportare; che gli avrebbe lasciati, che sarebbero stati perseguitati e che perfino nelle sinagoghe sarebbero stati ricercati. Per questi motivi essi non hanno neanche il coraggio di chiedere a Gesù “dove vai?”

Ma Gesù prosegue e dice loro ... “ Anzi perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado non verrà a voi il Paràclito.....”
Il Consolatore; lo Spirito Santo che è dono del Padre e del Figlio, ricevuto in premio per la missione di Gesù. Lo Spirito Santo è colui che vi suggerirà, incoraggerà, sosterrà. Tutto questo ci da la consapevolezza del progetto di Dio, nulla è un caso, ma tutto segue la linea che Dio ha tracciato per noi . Ora siamo noi cristiani a cui è stato donato lo Spirito Santo, che dobbiamo portare avanti la nostra missione nella preghiera. Accogliamo questo progetto anche se guardando il mondo di oggi siamo tentati di scoraggiarci, perché molti cristiani non sanno più testimoniare di essere il sale e la luce del mondo e non si comportano come dovrebbero. Le chiese, i seminari e i conventi religiosi si stanno svuotando, le nuove generazioni si sono allontanate, ma io credo che anche tutte queste difficoltà siano un segno. Probabilmente Dio ci vuole più forti, più concreti vuole saggiarci perché possiamo essere coerenti con ciò che professiamo e in cui diciamo di credere...Per questo non stanchiamoci mai di pregare e di offrire il Santo Sacrificio per tutti i nostri fratelli. Lo Spirito Santo ci suggerirà, incoraggerà e sosterrà.
La segretaria.

Alcuni avvisi :
Con quest'ultimo si sono conclusi i ritiri a Cagliari, che riprenderanno Martedì 16 Ottobre, in occasione della festività di Santa Margherita Maria Alacoque.

Domenica 8 Luglio il nostro padre diocesano, Padre Antonio Sanna, celebrerà alle ore 11,00 la Santa Messa in ringraziamento per il suo 50mo anno di sacerdozio.

Oltre al ritiro Regionale del 26 Giugno, sarà possibile per chi lo desidera, partecipare anche al Convegno Nazionale che si terrà dal 11 al 14 Settembre a Roma. Per informazioni o prenotazioni si può contattare padre Sanna o direttamente la sede di Roma.

Ad Agosto dopo tre anni di servizio presso la chiesa di San Michele Arcangelo, Padre Propati rientrerà a Napoli. Tutti noi dell'A.d.P lo salutiamo con grande affetto e ci uniamo a lui nella preghiera .

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Relazione dell'incontro mensile a Cagliari,del 17 Aprile 2012

La Santa Messa è stata concelebrata dal novello Don Cristiano Piseddu (ordinato presbitero il 14 aprile 2012 )e da Don Sanna.
Nell'omelia Don Cristiano Piseddu ha detto;
Per me oggi l'emozione è grande, non solo perché questa è la prima volta che spiego, da sacerdote, il vangelo, ma anche perché sono molto legato al Sacro Cuore, infatti questa è la terza Messa che celebro dal giorno della mia ordinazione, in onore al Sacro Cuore.
Il Sacro Cuore mi ha accompagnato per tutta la vita; sono stato battezzato da un padre gesuita, che era il mio parroco ad Ortacesus, un uomo dal carattere un po' burbero, ma buono verso i bambini e verso i poveri. Il mio stesso sacerdozio è voluto dal Sacro Cuore di Gesù a cui mi sono consacrato solennemente.
Anche voi dell'A.d.P. dovete sentirvi chiamati e prescelti da Gesù per divulgare questa devozione e pregare in modo particolare per i sacerdoti. San Paolo dice che i pregi del sacerdote sono due;
mitezza, e umiltà. Il cuore del sacerdote deve tendere al cuore di Gesù, che è mite e umile. Con umiltà il sacerdote deve riconoscere che è Dio ad operare e deve usare misericordia, dolcezza e pazienza. Pensando a me, con tutta umiltà, dico che Dio avrebbe potuto scegliere uno migliore di me, ma come sempre Dio sceglie ciò che nel mondo è stolto, per confondere i sapienti.
Con cuore umile dobbiamo essere capaci di arrivare al cuore di tutti. A voi dico; diffondete nelle vostre case, amicizie, parrocchie la devozione al Sacro Cuore, coinvolgete i vostri parroci, amateli e pregate per loro, non lasciateli soli.
Ormai purtroppo questa devozione si sta lentamente spegnendo, fate che non sia così, se tornate indietro alla vostra infanzia, ricorderete com'era bella l'attesa del primo venerdì del mese, la confessione frequente. La devozione al Sacro Cuore ha sostenuto e tenute unite intere generazioni. Ma la cosa più importante oggi è la riparazione. Bisogna riparare a tutto l'odio che oggi c'è nel mondo, a tutte le mancanze d'amore. Fatevi divulgatori senza paura di questo messaggio, anche se sarete derisi o attaccati, Gesù stesso l'ha detto: “ Hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi....” Ma Gesù ha vinto il mondo!
Preghiamo perché la preghiera è comunione con Dio e come diceva il Beato Giovanni Paolo II; “Siate tutta preghiera, siate uomini e donne intrisi, impregnati di preghiera, in tutto ciò che dite e fate.”
Non lasciate morire la meravigliosa devozione al Sacro Cuore e dite a tutti...”Gesù ti ama !”
La segretaria.

Il prossimo incontro sarà il 15 maggio 2012 alle 9e30 sempre presso la chiesa di San. Michele a Cagliari.

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Relazione dell'incontro mensile a Cagliari,del 13 Marzo 2012

La celebrazione Eucaristica è stata concelebrata da padre Giuseppe Propati e padre Sanna.
Nell'omelia, padre Propati ci ha detto:
“Nei miei settant'anni di cammino spirituale, la devozione al Sacro Cuore mi ha sempre accompagnato. Leggendo la prima lettura viene da fare un osservazione; qui siamo nei primi
otto secoli; “non allontanarci e non infrangere la tua amicizia...”
I lamenti del popolo di Dio sono sempre ricorrenti e sembra quasi che tutta la storia si ripeta, ma tutti gli eventi, se osservati sotto la luce di Dio, in realtà sono diversi.
L'A.d.P è una rappresentanza del popolo che prega, questo proposito da sempre luce all'anima e nella preghiera possiamo sempre chiedere al Signore il coraggio di continuare questo cammino.
In questo mese di marzo, è molto bella ed attuale l'intenzione di preghiera rivolta al riconoscimento in tutto il mondo del valore e del contributo che le donne danno nello sviluppo della società. Un tema assai importante nella società di oggi perché si è capita l'importanza della donna per il suo ruolo, come presenza preziosa per la vocazione. La donna rappresenta il valore umano nella sua femminilità, nella sua specificità, che riguarda tutte le donne e ciascuna di esse; l'abilità delle donne è nell'ordine dell'amore; alla donna è stato affidato l'uomo. “Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.” (Gen. 1,8 37-38) Quindi di pari dignità, Dio è nell'uomo, come è nella donna.
La grandezza del dono di Dio all'uomo e alla donna sono l'intelligenza e la libertà. Così si esprime padre Giuseppe, riferendosi ad alcuni passi della Bibbia.. Poi prosegue;
La donna saggia è colei che attende al suo dovere con amore ed è capace anche di aprire le sue mani al povero. Paziente e caritatevole nella bellezza della sua vocazione. La figura della donna nella Bibbia viene rappresentata come vincolo di consacrazione e apostolato. La donna viene chiamata ad essere Madre di Dio e cosi di tutti gli uomini e viene redenta dal Figlio.
In Maria sono rappresentate tutte le donne.
Così anche nel Vangelo le donne hanno un ruolo importante; pensiamo alle donne che seguivano Gesù e i suoi discepoli, sostenendoli con le loro sostanze e provvedendo alle loro necessità. Così tutte quelle donne peccatrici che hanno incontrato Gesù e sono state riportate alla bellezza della loro dignità; l'adultera, la Maddalena e la samaritana.
Ma anche oggi, in tempi più vicini a noi, si possono citare esempi di donne che con la loro fortezza, carità e perseveranza hanno lasciato un segno concreto;
Santa Caterina, ad esempio, che non allontanandosi mai dalla sua cella per pregare, fu pacificatrice di popoli. Santa Teresa del Bambin Gesù monaca di clausura, che fu patrona dei missionari o ancora più recentemente, madre Teresa di Calcuta, fondatrice di tante opere di carità e si potrebbero citare ancora tante altre figure femminili, anche se non ancora canonizzate. Cosi anche fra voi, continua padre Giuseppe, apostole dell'A.d.P ci sono e ci saranno donne, mogli, madri di famiglia, capaci di testimoniare la presenza di Dio nella semplice quotidianità e con la preghiera d'intercessione.

Il prossimo incontro sarà il 17 aprile alle 9.00 presso la chiesa di s.Michele a Cagliari e sarà presieduta da don Cristiano Piseddu. Il tema sarà "Rispondere all'amore del Signore".
La segretaria

Relazione dell'incontro mensile a Cagliari, del 15 Feb 2012

Nell'incontro del mese scorso (15 Febbraio) a Cagliari (festa di San Claudio la Colombiere) nell'omelia padre Giuseppe Marroccu ci ha detto:
“San Claudio la Colombiere , santa Margherita Maria e il Sacro Cuore di Gesù, ci liberino e ci purifichino da tutte le nostre sozzure e impudicizie e ci illumino e guidino per il giusto sentiero.
San Claudio è stato una guida sicura, solida e credibile assicurando la veridicità delle rivelazioni di Gesù a Santa Margherita Maria, che era vista con grande diffidenza, rendendo visibile e certa la devozione al Sacro Cuore.
San Claudio, gesuita della compagnia di Gesù, ha vissuto profondamente e intensamente la sua professione di fede. Servo fedele e amico perfetto adempiva con amore ciò che gli veniva chiesto, così Gesù l'affianca a Santa Margherita Maria, nell'amore del Signore che viene rappresentato simbolicamente dalla devozione del Sacro Cuore.
Come il cieco al quale Gesù domanda se riesce a vedere, ed egli risponde; che vede, ma non riesce a distinguere le cose ( vedo come alberi che camminano....)solo dopo, quando Gesù lo porta fuori dalla città, allora egli dichiara di vedere bene ogni cosa. Così è per noi; Il Signore ci prende per mano per tirarci fuori da quelle situazioni che noi stessi creiamo, affinché una volta allontanati da esse, possiamo fermarci ad ascoltare. Dio infatti ci parla attraverso le circostanze, le parole degli altri, anche quando sono parole che non ci aspettiamo o ci irritano. Per questo bisogna chiedere aiuto allo Spirito Santo perché ci illumini e ci guidi all'ascolto del prossimo e vedere con gli occhi del cuore quello che Gesù vuole dirci. Essere capaci di leggere e di vedere a quale speranza ci ha chiamati. Ognuno di noi sia pronto ad ascoltare, lento a parlare e lento all'ira che si manifesta anche attraverso atteggiamenti di fraintesa, di egoismo e di malizia.
La guarigione avviene solo se noi lasciamo libera la nostra mente all'ascolto della parola e delle richieste di Dio che ci educano a comportarci nella nostra vita in casa, in parrocchia e con il nostro prossimo. Chiediamo l'intercessione di Santa Margherita e San Claudio la Colombiere che per il Sacro Cuore di Gesù otteniamo la purificazione per diventare veri testimoni del Suo Amore.”
La segretaria

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INTENZIONE DI PREGHIERA PER IL MESE DI FEBBRAIO

OFFERTA DELLA GIORNATA

Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al sacrificio eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno: in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del divin Padre. Amen

Per la preghiera

Ricevere il 7 febbraio, primo venerdì del mese, la Comunione in riparazione dei peccati di disprezzo e disattenzione per le persone anziane.

Recitare per la Chiesa, ogni giorno, almeno una decina del Rosario, meditando i misteri Gaudiosi.

Dio è in mezzo a noi, ma sembra che non ce ne accorgiamo nemmeno. E' nei nostri fratelli e in essi vuole essere servito, amato, onorato e ci ricompenserà più per questo che se lo servissimo nella sua stessa persona.
S.Claudio La Colombierè

Intenzioni affidate all'AdP dal Papa e 
dai nostri Vescovi:

Universale -“Perchè la saggezza e l'esperienza delle persone anziane siano riconosciute nella Chiesa e nella società "

Per l'evangelizzazione- “Perché sacerdoti, religiosi e laici collaborino generosamente alla missione di evangelizzazione.”

e dei Vescovi -“Perché le persone consacrate testimonino la sapienza della povertà e siano segno di contraddizione in una società che vive dell'efficenza e del successo”.

Pregare PER IL CLERO
Cuore di Gesù, sostieni il Papa e i Vescovi perché ravvivino la fede dei tuoi fedeli.

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Sito della Parrocchia " Beata Vergine Maria Madre della Chiesa" - Capoterra
redazione@madredellachiesa.org